Ecco il Nobel Aleksievic: il disastro di Černobyl ricostruito attraverso i sentimenti

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Anche quest’anno, dopo Patrick Modiano, il gruppo di lettura torna dal Nobel della Letteratura, che dallo scorso mese di ottobre è la giornalista bielorussa Svetlana Aleksievec.

Un Nobel, un’autrice donna – donne, che come faceva giustamente notare qualche componente del gruppo, abbiamo forse snobbato più del dovuto – ma soprattutto un’eccezione rispetto al genere, ovvero dalla narrativa di finzione, questa volta ci avviciniamo alla realtà, scegliendo un’autrice come l’Aleksievic che è, prima di tutto, una cronista. Una scelta che tra i libri letti insieme dalla nostra “banda” ha pochi precedenti.

Il testo scelto è Preghiera per Černobyl’, un reportage scritto più di dieci anni fa dal Nobel 2015, realizzato a partire dalle testimonianze di chi è sopravvissuto al disastro nucleare ucraino, realizzato dall’autrice in tre anni di lavoro, con la convinzione che «Černobyl’ è un mistero che dobbiamo ancora risolvere… Questa è la ricostruzione non degli avvenimenti, ma dei sentimenti».

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